Un particolare essenziale nella pratica del Tai ji Quan è la comprensione della natura dei rapporti tra gli opposti jin di peng e di lu, vale a dire tra l'opporsi e il cedere.
Si potrebbe anche dire che peng e lu rappresentino l'esemplificazione dei due principi Yang e Yin, dei quali il Tai Ji dovrebbe essere l'armonizzazione e il superamento.
In un certo senso, quindi, la pratica, in particolare delle forme, andrebbe letta nell'ottica di una continua alternanza di peng e lu, con gli altri jin (ji, an, cai, lie, zhou e kao) come variazioni e\o combinazioni derivate.
Però è il caso di soffermarsi su un punto fondamentale, di cui è necessario aver un' idea ben chiara, qualora non si voglia rischiare il fraintendimento totale dello stile e, soprattutto, delle sue possibilità applicative.
Questo punto è il fatto che, aldilà delle formulazioni simboliche, in realtà, tra peng e lu la contrapposizione è solo apparente, non sostanziale: lu non è in alcun modo un "non-peng" nel senso di un'assenza di peng, quanto un suo utilizzo tattico radicalmente diverso, tanto da farlo sembrare opposto.
E sarebbe ben difficile pensare altrimenti, qualora si fosse ben compresa la natura del peng jin, ma ciò non toglie la necessità di ribadirlo, specie in un ambiente così tanto propenso alle professioni di fede qual è quello del Gongfu "interno"...
11.4.15
6.2.15
Ricordi
Per un attimo m'è parso di esser ancora seduto sul davanzale come facevo da ragazzo, con gli occhi tuffati quasi a forza in quel poco di cielo che m'era dato di vedere.
Sempre lontano e, in qualche modo, solo tra la gente che pareva rarefarsi ad ogni istante, a volte molesta, spesso inutile e quasi sempre confusa.
Con solo il corpo a darmi segno d'esser vivo, mi scivolava addosso tutto quel vociare, e con gli occhi socchiusi ero perennemente altrove.
Troppo freddo per non far arretrare gli altri, troppo rovente per essere maneggiato, non appartenevo a nessuno se non per mia personale voglia o costrizione, e troppe cose ho lasciato passar via senza coglierne il senso, o il dolore sotteso.
Ma ora che un po' di bianco inizia ad insinuarsi lentamente sulle guance, sento involarsi piano anche il ricordo, ritorno qui.
E guardo fuori.
Sempre lontano e, in qualche modo, solo tra la gente che pareva rarefarsi ad ogni istante, a volte molesta, spesso inutile e quasi sempre confusa.
Con solo il corpo a darmi segno d'esser vivo, mi scivolava addosso tutto quel vociare, e con gli occhi socchiusi ero perennemente altrove.
Troppo freddo per non far arretrare gli altri, troppo rovente per essere maneggiato, non appartenevo a nessuno se non per mia personale voglia o costrizione, e troppe cose ho lasciato passar via senza coglierne il senso, o il dolore sotteso.
Ma ora che un po' di bianco inizia ad insinuarsi lentamente sulle guance, sento involarsi piano anche il ricordo, ritorno qui.
E guardo fuori.
4.1.15
Alcune riflessioni su Xin, Yi e Xing
Xin è l'avere in animo di far qualcosa, la natura cava del cuore che si riempie d'impulso per poi vuotarsi e mutar forma.
Yi è lo strutturarsi dell'impulso in proposito, il primo passo verso la forma che è anche un rischiararsi (contiene infatti il radicale "luce") attraverso la consapevolezza.
Xing ,invece, è forma strutturata e resa finalmente palese quale caratterizzazione specifica e riconoscibile.
E' un errore, quindi, voler in qualche modo contrapporre xin e yi, magari forzandone l'identificazione con i concetti di mente "emotiva" o "razionale", perché si tratta di fasi susseguenti anziché opposte.
Anzi, qualora risulti indispensabile interpretarne le dinamiche sotto forma di contrapposizione, questa va accuratamente circostanziata, per non cadere nel solito trabocchetto dualista.
In aggiunta, essendo sempre rischioso voler stabilire in maniera più o meno arbitraria delle cesure o delle demarcazioni negli eventi psichici che non siano poste su un piano rigorosamente ontologico, risulta assai difficile uscire dal livello di percezione cosiddetto ordinario, con il conseguente accavallarsi raffazzonato (al ribasso) di piani e concetti non sempre sovrapponibili.
Piuttosto, risulta proficua l'osservazione distaccata del percorso psichico, ossia il suo sorgere (xin), definirsi (yi) e concretizzarsi (xing), tentando, nei limiti del possibile, di ottimizzarlo.
Si tratta in più di un senso dell'applicazione su un piano diverso del solito meccanismo di generazione, trasmissione ed espressione della forza che rappresenta il cuore della pratica del Nei Gong...
Yi è lo strutturarsi dell'impulso in proposito, il primo passo verso la forma che è anche un rischiararsi (contiene infatti il radicale "luce") attraverso la consapevolezza.
Xing ,invece, è forma strutturata e resa finalmente palese quale caratterizzazione specifica e riconoscibile.
E' un errore, quindi, voler in qualche modo contrapporre xin e yi, magari forzandone l'identificazione con i concetti di mente "emotiva" o "razionale", perché si tratta di fasi susseguenti anziché opposte.
Anzi, qualora risulti indispensabile interpretarne le dinamiche sotto forma di contrapposizione, questa va accuratamente circostanziata, per non cadere nel solito trabocchetto dualista.
In aggiunta, essendo sempre rischioso voler stabilire in maniera più o meno arbitraria delle cesure o delle demarcazioni negli eventi psichici che non siano poste su un piano rigorosamente ontologico, risulta assai difficile uscire dal livello di percezione cosiddetto ordinario, con il conseguente accavallarsi raffazzonato (al ribasso) di piani e concetti non sempre sovrapponibili.
Piuttosto, risulta proficua l'osservazione distaccata del percorso psichico, ossia il suo sorgere (xin), definirsi (yi) e concretizzarsi (xing), tentando, nei limiti del possibile, di ottimizzarlo.
Si tratta in più di un senso dell'applicazione su un piano diverso del solito meccanismo di generazione, trasmissione ed espressione della forza che rappresenta il cuore della pratica del Nei Gong...
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