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17.2.16

Sullo stato odierno dell'arte

Ci son momenti in cui si è come sull'orlo, stremati dal tentativo di non cadere.

E tanto, troppo, forse tutto sembra ottuso ed incolore, se mancano forza e voce.

Tecniche e metodi paiono balocchi insulsi, e verrebbe quasi da calciarli via con stizza, se affetto e riconoscenza non presentassero ingordamente il conto.

Soffia intanto  un vento feroce, ma un ammassarsi di nubi gravide  bisbiglia che qualcosa sta per accadere...

6.2.15

Ricordi

Per un attimo m'è parso di esser ancora seduto sul davanzale come facevo da ragazzo, con gli occhi tuffati quasi a forza in quel poco di cielo che m'era dato di vedere.

Sempre lontano e, in qualche modo, solo tra la gente che pareva rarefarsi ad ogni istante, a volte molesta, spesso inutile e quasi sempre confusa.

Con solo il corpo a darmi segno d'esser vivo, mi scivolava addosso tutto quel vociare, e con gli occhi socchiusi ero perennemente altrove.

Troppo freddo per non far arretrare gli altri, troppo rovente per essere maneggiato, non appartenevo a nessuno se non per mia personale voglia o costrizione, e troppe cose ho lasciato passar via senza coglierne il senso, o il dolore sotteso.

Ma ora che un po' di bianco inizia ad insinuarsi lentamente sulle guance, sento involarsi piano anche il ricordo,  ritorno qui.

E guardo fuori.

30.3.14

Maturità?

Si dice che la maturità sopravvenga nell'attimo in cui si arrivino a fissare,in qualche modo, i termini del proprio compromesso con il cosiddetto mondo "reale", e che ogni tentativo di sottrarsene finisca per essere stigma di infantilismo, oppure di vago squilibrio mentale.

Per quel che mi riguarda, resto ancora  incapace di comprendere quegli Ego tanto  ipertrofici quanto miserabili, versioni farsesche di quel che un essere umano potrebbe essere, che si prodigano senza sosta a contraddire proprio quel che tanto strombazzano, mentre si schiantano con voluttà l'uno contro l'altro pur di tuffarsi nell'ennesima, fatale cloaca...

Che sia davvero questo, il "reale"?

Mentre i pensieri s'accalcano, l'ottuso piacere che provo nello scegliere l'ombra in questo  giorno di sole mi lascia nuovamente sbalordito e interdetto.

17.9.11

Lontano dal mare

A volte mi duole una ferita che l'assenza del mare non fa che acuire: le colline danno pace,è vero, ma la mancanza d'un aprirsi all'orizzonte infinito porta ristagno e malinconia. Il pensiero gira, spesso a vuoto,e l'ardore si smorza pian piano in languore tellurico e stanco.
A volte mi duole una ferita, dicevo, e mi fa sentire come una vecchia barca tratta in secca, che amerebbe sentirsi mille e mille volte addosso i morsi d'una corrusca tempesta piuttosto che languire prigioniera d'un silenzio ignavo e deprimente tra fango e indolenza, mentre lontano i flutti s'accavallano come animosi cuccioli in lotta.
Quanto vorrei saper amare la quiete, ora che potrei goderne senza faticare troppo...