28.2.11

introduzione al Neigong - parte prima: la Forza Elastica

Neigong significa,letteralmente, "Lavoro Interno", e si riferisce agli antichi metodi di sviluppo fisico,mentale ed energetico fondamentali nella pratica corretta delle Arti Marziali Interne di tradizione cinese.

Si tratta di varie tipologie di esercizi,il cui scopo principale è quello di ridare efficienza al corpo e al movimento umano,spesso compromesso da stili di vita sbagliati,allenamenti non corretti e da una cattiva interp...retazione della "civilizzazione" da cui è derivata tutta una serie di problematiche posturali,blocchi fisici ed emozionali, etc.

In altre parole, si cerca di ridare all'uomo quell'agire naturale ed aggraziato tipico degli animali e dei cosiddetti primitivi, e sviluppare così il Nei Jin, la Forza Interna tipica di Arti Marziali come il Taijiquan e lo Xinyiquan.

Il Neigong è utile non soltanto agli artisti marziali, ma anche a tutti coloro che vivono il proprio corpo come strumento di conoscenza (praticanti di Yoga) o di espressione(danzatori, attori), o che semplicemente ne desiderano sviluppare le potenzialità.
Inoltre, per la natura degli esercizi, può essere estremamente utile come coadiuvante nel campo della riabilitazione o nel trattamento dei più diffusi problemi della colonna vertebrale o delle anche.

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Nel corso del seminario verrà introdotta una sequenza di Power Stretching per stabilizzare la struttura fisica rafforzando tendini,legamenti e muscoli profondi ed alcuni elementi di lavoro a coppie utili per la comprensione degli argomenti trattati.

La quota di partecipazione è di €15 per gli allievi e di €25 per gli esterni

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per informazioni e iscrizioni:
Remo Pizzin
3407732431
alasad@hotmail.it
cuorementepugno.blogspot.com

29.1.11

Absit inuria verbis - Ortodossia?

Ho sempre considerato cosa odiosa l'accorgermi di come i bisogni delle persone vengano sfacciatamente sfruttati per vendere merci,  per giunta velandole con una patina di fastidioso buonismo oppure di superiorità del tutto ingiustificata. Che poi tutto questo venga pure spacciato come "crescita" o "trasformazione interiore" è addirittura insopportabile, ma la diffusione ubiquitaria dello schema mi fa dubitare dell'effettiva possibilità di liberarsi di queste dinamiche. In troppe scuole di AMI,per fare un esempio, quando va bene si tende a vendere un metodo, una specie di percorso preconfezionato uguale per tutti. A volte, questo percorso è abbastanza ragionevole, ma più spesso risulta del tutto velleitario,oltre che più legato ad esigenze di marketing che alla didattica o alla coerenza e alla reale funzionalità del metodo. Eppure, pare che la maggior parte delle persone cerchi proprio questo, mostrando ancora una volta il disperato bisogno di "incasellamento" visibile,purtroppo, in tutti i contesti,e che tende invariabilmente a mutarsi in sclerosi e fanatismo. Certo, fanatismo: i metodi divengono ben presto immutabili, divengono ortodossia, ed ogni deviazione o critica diviene subito oggetto di repressione più o meno dissimulata o di isolamento dell'eretico. E chiunque abbia un minimo di esperienza in questi ambienti lo sa bene.
Ad ogni buon conto, cosa comporta tutto questo? Sclerosi,dicevo, e stagnazione,oltre che snaturamento dell'arte e suo progressivo declino, tutto lanciato verso un livellamento per difetto.
Mi si potrebbe obiettare il fatto che un metodo è fondamentale,onde evitare la confusione, le illusioni o il fai da te che non porta a nulla, e io sarei d'accordo.
Pochi si son sforzati quanto il sottoscritto per tirar fuori le AMI  dalla cortina fumogena dell'improvvisazione e del misticismo d'accatto,incitando a praticare secondo ragione e buon senso, per cui la mia riflessione è rivolta  all'atteggiamento verso il metodo,come praticanti e come insegnanti.
Troppe volte ho visto "maestri" continuare ad insegnare, imperterriti, cose che sapevano benissimo essere scorrette, o addirittura "sbagliate", saltando a piè pari persino correzioni patenti da parte di chi ne sapeva di più. Non ci vuole tanto per capire le ragioni di questo, tuttavia mi chiedo: è possibile insegnare correttamente, senza mancare di sincerità nei confronti di noi stessi, dei nostri allievi e soprattutto dell'arte che pratichiamo,la quale, per sua natura, è soggetta al cambiamento?
Per me sì, a patto di ricordare sempre,anche agli allievi, che si sta praticando, appunto, un'arte come la musica, e non una scienza in senso stretto,come la matematica: ma,in fin dei conti,si dirà, la musica è sostanzialmente matematica ...tuttavia,me lo concederete, c'è una bella differenza tra le due!
Dunque, nel rispetto del buonsenso e della biomeccanica,oltre che della teoria dei singoli sistemi,ossia il metodo, conta enormemente l'inclinazione personale,ossia la capacita di "reagire" al metodo rendendolo pratica efficace...applicandolo,in altre parole. Questa, secondo me,è l'unica "fedeltà" possibile ad un metodo appreso, e non la sua ripetizione pedissequa ed immutabile, che con la scusa di conservare finisce inesorabilmente per tradire.

28.1.11

Absit Iniuria verbis : Cosa vuol dire "Guerriero"? parte 2

Ad ogni buon conto, non si tratta di fare necessariamente delle scelte di vita "estreme",quanto di rivoluzionare in modo radicale ed irreversibile il proprio atteggiamento mentale: comprendere in profondità la Natura delle cose è di certo infinitamente più "guerriero" non soltanto dei vari proclami new age, ma lo è pure di ore ed ore passate a bastonarsi con amici e\o nemici,oltre che molto più duro. E' necessario iniziare a mettersi di fronte alle cose per quello che sono, senza valutazioni parziali dovute alla propria forma mentis o all'emotività rifuggendo,platonicamente parlando,la sfera delle "opinioni" (doxai), ed abbandonando qualsiasi forma o livello di buonismo,in quanto assolutamente non naturale nonché di quella pseudo spiritualità dolciastra che non riflette affatto l' Ordine del cosmo. Non a caso,infatti, Eraclito ricordava che il Padre e Sovrano di Tutto è Pòlemos , la Guerra (1)e Laozi  definisce Cielo e Terra "inumani" (2),ribadendo,subito dopo, che anche il Saggio è così.  E l'esperienza  stessa ci insegna,il più delle volte amaramente, come la realtà sia contraddizione e lotta,anche crudele,ed aver la cristallina consapevolezza di come ogni opposizione possa essere superata al livello successivo,non aiuta affatto ad accettarlo di buon grado. L'essere un autentico Guerriero vuol dire far propria questa consapevolezza, ed accettarla pienamente, senza sconti, e senza se e senza ma, come un puro e semplice dato di fatto che non può essere cambiato,tanto meno appellandosi ai buoni sentimenti o ad ideali troppo astratti che fungano,in un modo o nell'altro, da consolazione. Si tratta di andare avanti dissolvendo,in primo luogo sé stessi...


continua...


(1) cfr. il frammento 22 : Pòlemos pànton mèn patèr esti, pànton dè basileùs, kaì toùs mèn thoùs èdeixe theoùs dè anthròpous, toùs mèn doùlous epoìese toùs dè eleuthèrous  -  "Guerra è Padre di tutto, e di tutto è Re gli uni rivela Dei, gli altri uomini, gli uni schiavi, gli altri,liberi" 
(2) cfr. Daodejing cap.V : "Il Cielo e la Terra sono inumani;trattano i diecimila esseri come cani di paglia"