31.7.12

Caduta

L'Uomo ha sempre percepito, per quanto in maniera assolutamente difforme a seconda delle epoche e delle varie culture, un acuto e dolente senso di nostalgia per un'antica perfezione irrimediabilmente perduta, quando era simile agli Dei e tutto ciò che esiste pareva creato apposta per lui. Paradiso, Età dell'Oro, regno di Saturno...sono tutte metafore che indicano questa condizione di totale armonia con il Kosmos dalla quale ci si è trovati bruscamente separati, probabilmente fino alla fine del Ciclo Cosmico, ovvero del Tempo com'è in grado di raffigurarselo la mente umana. E questa brusca separazione, a sua volta, prende varie sembianze a seconda delle tradizioni di cui ci è rimasta eco: in Occidente, la si percepisce per lo più come una Caduta, causata dall'insipienza umana, come nel racconto biblico, oppure, come volevano i greci, dall'invidia (phtonos) divina, preoccupata per l'eccessivo potere dell'uomo "perfetto". In entrambi i casi, si tratta di un fatto che letteralmente strappa l'uomo dalla sua condizione semidivina e lo scaglia nel Kosmos di cui fatica a comprendere le Leggi e ad armonizzarvisi, ridotto alla miserabile condizione di esule "mangiatore di pane" (brotos), costretto per sopravvivere alla maledizione del lavoro e della sofferenza. In Oriente, la percezione della Caduta è altrettanto forte, però la si è concepita più come un progressivo "materializzarsi" della condizione umana, in cui l'uomo diventa sempre più cosa, sempre più simile alla materia bruta e inerte. Per inciso, è da notarsi come questo avvenga non tanto per una"semplificazione" della natura dell'uomo, quanto per una vera e propria sclerosi. Si tratta di una spirale discendente: man mano che procede nella Caduta, la natura umana diventa a poco a poco come la chiglia d'una vecchia nave, tutta incrostata di cirripedi, e, degradandosi,  rimane soffocata dalla fanghiglia della bassa materialità, diventando sempre più schiava delle Leggi cosmiche cui dovrebbe,per essere degnamente al suo posto, armonizzarsi, e che invece le suonano sempre più estranee e incomprensibili. Infatti, man mano che l'uomo perde la piena coscienza di sè,questo "ispessimento" procede, aumentando in maniera esponenziale i punti di riferimento esterni all'uomo in quanto tale. Nascono così sia la religione dogmatica che stupra l'anima sia la tecnocrazia che stupra la terra, mentre l'uomo, per quanto si senta protervamente potente, è sempre più debole e decaduto, nonchè eterodiretto dal burattinaio di turno.
La caduta è questo, la perdita del senso del Limite sia in eccesso che in difetto, nonchè l'esser sballottati senza requie tra l'uno e l'altro opposto, inseguendo fantasmi ma perdendo nello stesso istante il terreno sotto i piedi.
Credo, come spesso ho detto e continuerò a fare,che l'unico antidoto sia iniziare  a camminare a ritroso, spogliandosi a poco a poco, fino a ritrovare la Maestà Tremenda propria dell' Essere Nudo,il Vijñana Bhairava. Nudo, sì, ma privo della vergogna dei progenitori che si videro costreti ad aggiungere altro da sè sotto forma di foglie, che più che coprire iniziarono a velare, precipitando nel baratro del denso e dell'ottuso.

1 commento:

Anna ha detto...

"Nudo, sì, ma privo della vergogna dei progenitori che si videro costreti ad aggiungere altro da sè sotto forma di foglie, che più che coprire iniziarono a velare, precipitando nel baratro del denso e dell'ottuso."

e pensare che vendo vestiti
grazie Remo

Anna
borgodelduca.com