8.5.14

Rinnegarsi




E' a dir poco spaventoso realizzare quanto la nostra reale natura, con i suoi limiti, forse, ma anche doti e inclinazioni particolari, sappia volutamente rinnegarsi annullandosi in forme artificiose o comunque estranee.

Anche in questo, l'osservazione degli schematismi corporei riesce ad essere illuminante, data l'estrema incapacità di mentire dimostrata in continuazione dal nostro corpo.

Il corpo non è quasi mai "libero", tanto meno in chi in esso trova una forma di espressione: per quanto possa sembrare assurdo, la maggior parte di chi "usa" abitualmente il proprio corpo, ovverosia gli artisti marziali, ma il discorso vale anche per i danzatori e gli atleti in genere, rivela un livello di condizionamento altissimo.

In questo caso, però, si tratta di una forma di condizionamento ben diversa rispetto a quella che affligge le persone  dotate d'una percezione corporea "normale" e quindi quantomeno vaga, nonchè molto più subdola e difficile da eliminare.

Si tratta dell'incapacità di svincolarsi dai modelli e dalle gestualità apprese, di cui molto spesso si scorda la natura strumentale, e si finisce per trasformarli in ideali astratti, e, perciò, intrinsecamente alieni. In questo modo, si viene a creare una tensione costante verso questo modello estraneo, magari replicato nella miglior maniera possibile, ma comunque sempre inautentico.

Mi sono molte e molte volte domandato come un modello estraneo, per quanto fortemente interiorizzato e reso ragionevolmente "proprio" possa resistere senza collassare sotto la pressione esterna, sia che si tratti della tensione prima di entrare in scena oppure di quella della competizione.  E questo vale infinitamente di più se applicato nel contesto in cui dovrebbero, o meglio non dovrebbero trovarsi gli artisti marziali, ovvero nel caso di uno scontro realmente cruento, che non è nè quello sul ring nè una rissa da bar...

Ma anche volendo prescindere da tutto ciò, sarebbe piuttosto da domandarsi quanto giusta possa essere per la persona questa identificazione rigida con dei modelli astratti: non è forse l'ennesima, e particolarmente sopraffina, forma  di  dissoluzione auto inflitta?



2 commenti:

Angelo Ciccarella ha detto...

Caro Remo,
l'Occidente religioso e mistico in primis, ha fatto del corpo una ingombrante zavorra; un ricettacolo di peccati, di vizi. Un cattolicesimo deviato ha creato il conflitto soma vs psiche. L'antica sapienza insegnava, invece, a partire dal corpo per giungere all'Illuminazione. Trasmuta la carne se vuoi spiccare il salto.
Eppure Cristo ci ha donato il più bel concetto della materia vivente con l'istituzione dell'eucarestia. Corpo e sangue, materia binomiale.

Remo Pizzin ha detto...

Caro Angelo,
un corpo davvero forte e consapevole tende ad accompagnarsi a un individuo in grado di tenersi in piedi da solo e, magari,pure disposto a domandarsi quale sia il vero significato del "fate questo in memoria di me"...