2.11.08

I Sei Poteri dello Xin Yi Liu He Quan

  1. La Vita del Drago
  2. Il Collo della Tigre
  3. L'Artiglio dell'Aquila
  4. Le Spalle dell'Orso
  5. Le Gambe del Gallo
  6. La Voce del Tuono

27.9.08

Uno stile o tanti stili?

Uno degli argomenti più dibattuti tra i cultori di arti marziali è se convenga limitarsi a studiare approfonditamente un solo
stile, o se sia, invece, più utile cercare di apprenderne diversi.Personalmente, ritengo che lo studio di più sistemi non sia
soltanto da preferire, ma addirittura da incoraggiare,anche se con le dovute precisazioni.Innanzitutto, studiare più stili non significa certo fare, come spesso accade, incetta di forme od elementi tecnici di
svariata provenienza,affastellati gli uni agli altri ma privi di un filo conduttore ben definito e, di conseguenza,
difficilmente assimilabili da chi pratica.Questo , purtroppo, è un modo di fare tristemente diffuso, specialmente in Italia,
dove alcune delle scuole numericamente più importanti propongono allo studente programmi basati su una sequenza più o meno
arbitraria di forme (taolu) prese da vari stili,i quali non sempre condividono concetti similari( e quindi mutuabili), ma
paiono anzi scelti proprio in base alla loro eterogeneità.Al massimo, questi stili tendono a provenire dalla stessa area
geografica...Inutile dire che un approccio metodologico di questo tipo non può portare tanto lontano, se non dal punto di vista dei veri e
propri deliri di presunta onniscenza marziale da parte di buona parte degli adepti di queste organizzazioni, delle quali
però, è doveroso dirlo, non rappresentano certo gli elementi migliori. Con questo, comunque, non intendo dire che l'idea di fondo sia sbagliata, è sbagliato il non volersi appoggiare ad una base
ben definita, sulla quale innestare le conoscenze ulteriori.Per praticare più stili, è necessario conoscerne seriamente uno o due, conoscerli al punto di averne compreso i meccanismi
intrinseci e, soprattutto, essere riusciti a tradurli, più o meno bene, nella pratica effettiva. Bisogna quindi aver compreso
elementi fondamentali come, ad esempio, il modo di sviluppare e di trasferire la forza,l'uso ottimale del corpo,
l'atteggiamento tattico dello stile etc,e poi, coscienziosamente, aggiungere le caratteristiche degli altri sistemi.
Nel caso specifico degli stili Interni (Neijiaquan), di cui mi occupo principalmente, la cosa non è impossibile, e ,anzi, rappresenta quasi una prassi universalmente accettata: tutti i Maestri "top level" di Neijia, come Guo Ming (George) Xu o Qian Zhao Hong, tanto per citarne un paio a caso, sono esperti almeno nei tre metodi principali (Taijiquan,Xingyiquan e Bagua), e spesso ne conoscono più che discretamente anche altri...
Questo è facilitato (ma solo fino ad un certo punto) dal fatto che tutti questi sistemi, ed i loro affini meno diffusi come il Liuhebafaquan o il Tongbeiquan, si basano su un concetto del corpo e dei suoi rapporti con mente ed energia molto simile, sviluppato ed applicato, però, in maniera leggermente differente, in vista di specifiche strategie di combattimento. Quindi, il passaggio, o, meglio, l'integrazione tra di essi non presenta particolari problemi, sempre che almeno uno di questi stili sia stato sufficientemente "digerito" attraverso una pratica ed uno studio adeguati. Solo allora, ripeto, lo studiare un altro metodo diventa proficuo e quasi doveroso, in vista di una migliore comprensione dell'Arte nella sua globalità.

29.7.08

Il valore aggiunto del Tai Ji Quan

Nonostante la sua ormai planetaria diffusione, il Tai Ji Quan (Tai Chi Chuan) è ancora visto dai più come una "semplice" ginnastica psicofisica, buona per ridurre lo stress e fare un po'di moto non faticoso ma ancora sufficientemente esotico da risultare un valido argomento di discussione durante la pausa caffè.
Il peso maggiore di questo fraintendimento, però, non ricade certo su chi insegna e diffonde il TJQ, visto e considerato che tra i maggiori responsabili della situazione ci sono proprio quei "maestri" che pur di sdoganarlo agli occhi del grande pubblico (ed infilarlo nel marasma new-age se non addirittura nel magico e lucrativo mondo del fitness) sono arrivati anche a negarne il rapporto con le Arti Marziali, magari limitandosi a relegarlo in un ben nebuloso passato.
O,peggio ancora, ci sono quelli che,magari praticando altri stili di Gongfu, hanno aggiunto il TJQ al loro pacchetto didattico come disciplina "morbida", specialmente consigliata alle donne o agli anziani...Mi chiedo se questi signori abbiano mai incontrato un autentico Maestro di TJQ, e,soprattutto, se ci abbiano mai studiato...
Polemiche a parte, a rimetterci sono invece gli allievi, ai quali viene spesso negata la possibilità di comprendere il TJQ, ridotto ad una pratica sterile e demotivante, di cui ci si finisce per stancare presto, oppure si sfuma nel misticheggiante, perdendo completamente di vista il valore eminentemente pratico della disciplina stessa.
Il TJQ è essenzialmente un'Arte, vale a dire un insieme di abilità ottenute attraverso l'applicazione e l'esercizio (in cinese si dice Gong Fu), ed è anche Marziale, ossia rientra in una particolarissima sfera dell'umano,sia in senso pratico che ideologico e psicologico.
Ed è dedicata già nel nome ad uno dei concetti più importanti del pensiero cinese (ma che si ritrova anche in altri contesti), il Tai Ji.
E qui, la discussione potrebbe dilatarsi a dismisura...


continua